giovedì 11 febbraio 2010
sabato 16 gennaio 2010
Grazie Apple!
Purtroppo non riesco più a scrivere tanto spesso, almeno come facevo quando ho dato vita al blog.
Ho incontrato Apple nel maggio 2007, con l'acquisto del mio primo Mac. Da quel giorno, il modo di gestire file, musica, immagini, video è totalmente cambiato, in meglio. E col tempo, conoscendo sempre meglio ciò che ruota attorno a questa realtà, anche certe decisioni, certe scelte sono state rimodellate secondo una filosofia, il "culto" della Mela, che mi ha portato fin qui, cioè all'apertura di questo blog, che non doveva essere un TheAppleLounge, o un MelaBlog, o un MelaMorsicata, o un MacRumors... Doveva essere un qualcosa di diverso, non un di più o un di meno, ma proprio qualcosa di diverso, che descrivesse quegli ingredienti, quei caratteri che delineano, in un certo senso, il modo di pensare in stile Apple, che spesso è tipico degli utenti Mac.
Con questo post non chiudo il blog, ciò che ho scritto rimarrà finché Google non deciderà di cancellarlo. In un tempo ancora non definito verrà pubblicato un ultimo post che vi manderà al nuovo sito che ancora sto progettando.
sabato 17 ottobre 2009
lunedì 8 giugno 2009
WWDC 09 : Keynote inaugurale e live-blog
venerdì 29 maggio 2009
Miller: Mac OS X rimane la scelta migliore
Charlie Miller, il vincitore delle ultime due edizioni del Pwn2Own, aveva sottolineato la maggiore facilità di bucare un sistema operativo come Mac OS X rispetto a Windows che, per ammissione dello stesso, pone in essere una serie di procedure per bloccare o controllare l’esecuzione di un exploit e, diversamente dal sistema operativo di Cupertino, bucare Windows è molto più difficile.
In un’intervista rilasciata a Tom’s Hardware, Miller (oltre a raccontare della sua carriera nella sicurezza software), ha anche spiegato che, nonostante per lui sia un gioco da ragazzi violare Mac OS X, probabilmente il SO di Cupertino rimane la scelta migliore per la maggior parte degli utenti:
”Ho detto che i Mac sono meno sicuri per le ragione di cui abbiamo parlato qui (la mancanza di tecniche anti-exploit) ma sono più sicuri perché semplicemente non ci sono molti malware là fuori. Consiglierei ancora i Mac per l’utente medio, perché le possibilità di essere colpiti (da un malware) sono talmente basse che si potrebbe andare avanti per anni senza vedere nessun malware, anche se un attacco escogitato per questo sistema sarebbe molto più semplice da attuare”
C’è da sottolineare che con Snow Leopard, buona parte delle vulnerabilità di OS X verrano sanate, grazie all’utilizzo della tecnologia a 64 bit che permetterà di nascondere la posizione del codice come un ago in un pagliaio e la maggior parte degli exploit non andrà a buon fine.
Insomma, indubbiamente non esiste alcun sistema operativo immune a qualsiasi attacco, proprio perché la perfezione non è di questo mondo. Come è sacrosanta quest'affermazione, è vero che Mac OS X è una spanna avanti a tutte le soluzioni software (Windows in primis), non solo in termini di sicurezza, ma anche di affidabilità, efficienza, performance, semplicità...
[via TheAppleLounge]
sabato 23 maggio 2009
Mac OS X sempre più sicuro!
Sicurezza: gli attacchi più comuni
Vi elencherò alcuni tipi di attacchi ai quali una rete di telecomunicazioni più essere sottoposta.
Partiamo dal cosiddetto “Packet sniffing“: l’attacco consiste nell’intercettazione passiva del traffico che viaggia sulla rete, al fine, per esempio, di intercettare in maniera fraudolenta password o altre informazioni riservate.
Sono disponibili in Internet, anche gratuitamente, software chiamati Sniffer, capaci di intercettare, memorizzare e analizzare il contenuto del traffico presente in rete.
Un altro attacco è quello del “Password Cracking“, che consiste nel recuperare le password per accedere a informazioni o servizi riservati.
Esistono diverse forme di Password Cracking: in questo post ne analizzerò alcune.
Il “Dictionary Attack” consiste nell’indovinare la password scegliendola all’interno di un insieme di potenziali password. Queste potenziali password possono essere le informazioni personali dell’utente obbiettivo dell’attacco (data di nascita, targa dell’automobile, etc.), oppure parole di uso comune (nomi propri, nomi di oggetti, volgarità, etc.).
Il “Brute Force Attack” consiste nel tentare ogni possibile combinazione di caratteri.
Un altro attacco è il “Denial of Service“, che consiste nel saturare le risorse di un servizio (un sito Web, ad esempio), tanto da renderlo inaccessibile o inutilizzabile ad altri utenti. L’attacco è tipicamente realizzato inviando un numero elevatissimo di richieste di connessione a un server Web o FTP.
Un altro attacco è quello, noto a tutti (e sicuramente più comune), dei virus: software creati per diffondersi in rete con l’obbiettivo di distruggere dati o paralizzare sistemi.
lunedì 18 maggio 2009
Apple numero 1 anche per Customer Experience
domenica 17 maggio 2009
Il culto Think Different
Think Different è persino grammaticalmente non corretto, perchè dovrebbe essere scritto “Think Differently”. Ma niente riesce a togliere potenza alla campagna pubblicitaria - giocata contemporaneamente con uno spot televisivo e migliaia di affissioni - più importante fra tutte quelle utilizzate da Apple in oltre trent’anni di storia. Think Different, “pensa in maniera differente”, è un esercizio di comunicazione emozionale che ha fatto scuola al punto di essere una delle campagne più imitate al mondo. Se lo scopo della pubblicità è suscitare emozioni che accendono i desideri, i quali, a loro volta, spingono agli acquisti, Think Different ridefinisce lo scopo della pubblicità perchè fa qualcosa in più. Costruisce delle identità. Spiega cioè, in chiave emotivo-evocativa, che cos’è Apple, che cos’è il suo prodotto di punta (il Macintosh) e chi è il suo utilizzatore. E questo, nel 1997 era il principale problema di Steve Jobs una volta tornato alla guida di Apple.
Cambiare il mondo era l’obiettivo del Macintosh più che dei personal computer di Apple che l’avevano preceduto, e questa dichiarazione molto ambiziosa è entrata, in un modo o nell’altro, non solo nel DNA della casa di Cupertino, ma anche dell’intero settore. E per cambiare il mondo è necessario pensare alle cose di tutti i giorni in maniera molto differente, dal punto di vista razionale, ma anche emotivo. Questo era il cuore, nato con il Macintosh, della strategia per la realizzazione dei prodotti Apple una volta che, nel 1997, Steve Jobs riprese il controllo dell’azienda. E questa è anche l’idea dietro alla comunicazione affidata nuovamente a Chiat/Day (l’azienda pubblitaria responsabile delle iniziali campagne pubblicitarie di Apple coronate da successo, come 1984, NDR).
La campagna Think Different, spiegava il 3 Agosto 1998 al New York Times Allen Olivo, allora responsabile per le worldwide marketing communications, è “per le persone alle quali non importa che cosa faccia il computer, ma a cui interessa cosa possono farci. La premessa è che quanti usano il computer di Apple sono differenti, e che noi che produciamo computer per quei pensatori creativi che credono che un individuo possa cambiare il mondo”.
La campagna Think Different era basata su uno spot televisivo e su poster e affissioni in cui comparivano i volti dei personaggi contemporanei definiti “i folli”: Bob Dylan, Albert Einstein, Ted Turner, Pablo Picasso, John Lennon e Yoko Ono, Thomas Edison, Muhammed Alì, Alfred Hitchcock, Miles Davis, Lucille Ball e Desi Arnaz, Marthin Luther King, Amelia Everhart, Jim Henson, Rosa Parks, Frank Lloyd Wright e persino l’attore Jerry Seinfeld.
“Non stiamo cercando di dire che queste persone utilizzano i computer di Apple - dichiarava sempre al New York Times Lee Clow, a capo della creatività di TBWA/Chia/Day - o che li avrebbero potuti usare. E’ una celebrazione emotiva della creatività, il modo con il quale dovremmo sempre parlare di questo brand.”
Gli effetti immediati della campagna pubblicitaria, insieme alla nuova generazione di prodotti che cominciano ad affacciarsi al mercato, portano una boccata di ossigeno ad Apple. E poi c’è la mitologia della campagna stessa, che dura a distanza di tanti anni. Ad esempio l’ultima versione del sistema operativo Mac OSX, la 10.5 chiamata Leopard, fa un piccolo omaggio quasi invisibile a Think Different.
sabato 16 maggio 2009
La classe di Apple: Think Different
venerdì 15 maggio 2009
Il Mac è più sicuro, lo dice Microsoft
Alcuni accusano Microsoft di aver reso pubbliche le falle che ha tappato, mettendo quindi a rischio (solo potenziale sia chiaro, e non grazie a Microsoft!), gli utenti Mac che usano PowerPoint 2008 e 2004.
Lo stile di qualità Apple risponde a Microsoft
Questo “episodio” è quello che più chiaramente risponde agli spot di Microsoft. Megan vuole un computer con delle caratteristiche specifiche e PC si è portato dietro uno stuolo di suoi simili per testimoniare l’ampia scelta che la ragazza potrebbe avere a disposizione.
Megan vuole un computer con uno schermo grande e un processore veloce, così PC screma dal gruppo i propri consimili lenti o con schermi troppo piccoli. Quando però la ragazza chiede un computer che sia esente da virus, che non crashi e non dia grattacapi PC si rassegna e se ne va anche lui insieme a tutti gli altri: “E’ tutta tua Mac”. Un piccolo particolare che fa la differenza. Quando la ragazza si presenta a Mac, dice: “Hi, I’m a Megan”. La si può leggere come una sottile critica agli spot Microsoft della serie I’m a PC. Lei non è un Mac, è Megan, una ragazza che usa un Mac. Non è una differenza da poco.
In questo video PC ha addirittura imbastito una diretta radiofonica e conduce un programma che si chiama “PC Choice Chat”, nel tipico stile della radio parlata americana. E’ un programma che dovrebbe aiutare gli ascoltatori a scegliere il PC più adatto alle loro necessità. Peccato che le telefonate che arrivano dagli ascoltatori siano tutt’altro che pro-PC. Il poveretto si diverte allora a cassare tutte le richieste degli ascoltatori con effetti audio ridicoli. Abbastanza lampante il riferimento alla montatura del finto “programma verità” Latop Hunters.
Nel terzo e ultimo spot torna protagonista una Mac Genius. Ancora una volta dopo gli spot Genius del 2007 e Off the Air del 2008, il Mac Genius è interpretato da una ragazza.
In questo caso la presenza del Mac Genius è lo spunto per un flashback in cui PC è alle prese con un servizio di supporto telefonico, un vero incubo. Ma PC non lo dà a vedere e senza lasciar trapelare alcuna debolezza dice serafico la sua bugia, sostenendo che il suo customer care, impersonale e spesso impotente, è esattamente paragonabile al supporto che può fornire una persona esperta in carne ed ossa.
giovedì 30 aprile 2009
Apple (ancora) in testa alla classifica BusinessWeek
Ha conquistato la vetta della classifica delle 50 società più innovative, stilata da BusinessWeek in collaborazione con Boston Consulting. La società di Cupertino batte così ancora una volta colossi del calibro di Google e Microsoft. Fra le new entry in classifica figurano Samsung, Volkswagen e Coca Cola.
Il rapporto annuale evidenzia come Apple abbia conquistato il 33% dei voti in meno quest'anno rispetto all'edizione 2008, mentre Google il 31% in meno. Secondo alcuni osservatori per Apple i voti in meno raccolti sarebbero dovuti al fatto che la società si è concentrata «"su prodotti che migliorano la precedente tecnologia, e che quindi non sono necessariamente innovativi".
Ecco di seguito la classifica delle prime 25 società più innovative stilata da BusinessWeek:
1) Apple,
2)Google,
3)Toyota,
4)Microsoft,
5)Nintendo,
6)Ibm,
7)Hewlett-Packard,
8)Research in Motion (Blackberry),
9)Nokia,
10)Wal-Mart Stores,
11)Amazon.com,
12)Procter & Gamble,
13)Tata,
14)Sony,
15)Reliance Industries,
16)Samsung Electronics,
17)General Electric,
18)Volkswagen,
19)McDonald's,
20)Bmw,
21)Walt Disney,
22)Honda Motors,
23)At&t,
24)Coca-Cola,
25)Vodafone.
WWDC'09 Sold Out
Stando al calendario delle sessioni di lavoro, l’iPhone OS 3.0 sarà il “piatto forte” della conferenza degli sviluppatori, ma in molti ritengono che potrebbe essere presentata anche la versione finale di Mac OS X 10.6 Snow Leopard, attualmente in fase di sviluppo.
Il WWDC 2009 si svolgerà tra l'8 ed il 12 giugno prossimo nella città di San Francisco, California.
Copiatura: Microsoft è al lavoro?
Come lecito attendersi, questi rumor hanno immediatamente scatenato la fantasia di analisti ed appassionati del settore, generando un immenso calderone di idee dal quale è possibile prendere liberamente spunti per provare a stilare un’ipotetica lista di caratteristiche di quello che sarà il Microsoft Pink.
La presenza di un largo touch-screen e del sistema operativo Windows Mobile 7 (”adornato” da funzionalità e servizi on-line, come app store, music store, sincronizzazione di dati, ecc.) è pressoché scontata, così come quella di una fotocamera equipaggiata con un sensore dalla potenza non inferiore ai 5.0 Megapixel (i più “fantasiosi” si sono spinti fino ad 8.0 Megapixel).
Data la grande vocazione multimediale del cellulare, il Pink sarà probabilmente commercializzato in diverse versioni, ognuna delle quali caratterizzata da un quantitativo differente di memoria interna (tanto per essere originali sin dalla presentazione), che si spera sarà espandibile con schede di memoria microSD.
Quanto al nome dell’azienda che produrrà il terminale, i giochi sembrano ristretti ad HTC e Samsung, mentre si fanno quasi insistenti le voci che vorrebbero il marchio Zune entrare nel progetto in forme addirittura sorprendenti.
Per il resto, tra riproduzione e registrazione di video in alta definizione, nuove versioni di Internet Explorer integrate nel telefonino e gettonatissimi tastierini QWERTY fisico in quest’ultimo, se ne leggono davvero di tutti i colori.
Chissà... Sarà l'ennesima copiatura (mal riuscita) del lavoro di Apple?
lunedì 27 aprile 2009
"Solo" 23 passaggi per iniziare con il PC
PC spiega al suo eterno antagonista Mac che iniziare con Windows è facile come contare 1-23. Quello che all'inizio sembra essere un semplice errore di digitazione, facile come contare 1,2,3 è invece voluto da PC che si appresta a spiegare all'incredulo Mac tutti e 23 i passaggi necessari per iniziare con Windows. Da notare che l'ultimo è "incrociare le dita"...
Eccovi il video su Wired...
OpenRemote: iPhone e la domotica
Il progetto, chiamato OpenRemote, è il primo esempio open source che interessa l’automazione domestica. Dato che gli apparecchi da controllare sarebbero tantissimi, l’obiettivo è quello di creare un apparato centralizzato di controllo, in modo da fornire ai vari sviluppatori tutte le informazioni necessarie e i plug in per ottimizzare i vari prodotti e renderli compatibili con OpenRemote.
Il tutto sarà poi controllabile usando un’applicazione per iPhone e un collegamento wireless: immaginate quindi di poter accendere e spegnere le luci, controllare il televisore o spegnere la lavatrice semplicemente utilizzando il melafonino!
Il progetto è quindi davvero interessante e potete seguirne gli sviluppi, o chiedere maggiori info, sul sito ufficiale.
Questo conferma la mia idea di iPhone: non tanto come un cellulare, ma come una sorta di interfaccia fra l'uomo ed il mondo digitale/elettronico.sabato 25 aprile 2009
iPhone il più forte sul Web, cresce Android
Questo a febbraio.
Nel report di marzo, AdMob assegna allo smartphone della Mela il titolo di tascabile più utilizzato in assoluto dagli utenti statunitensi per accedere al Web.
La crescita mensile di iPhone è dell'88% per tutti i cinque mesi successivi all'inaugurazione di App Store. AdMob rileva che nei cinque mesi successi alla commercializzazione del primo e finora unico smartphone Android la crescita degli accessi Web è stata del 47%. Tenendo presente che Android dispone ancora di un solo terminale, si tratta anche per la piattaforma Google di un risultato notevole come dimostra la quarta posizione nella classifica degli smartphone più usati in rete. Tra la prima posizione saldamente mantenuta da iPhone e il quarto posto di Android, troviamo i due smartphone BlackBerry Curve il Perl.
I risultati sono sempre nettamente in favore di Apple anche quando si prende in considerazione il sistema operativo installato: iPhone OS è al primo posto con il 50%, seguito da BlackBerry con il 22%, mentre Windows Mobile si attesta in terza posizione. La quarta posizione è ora condivisa da Android che è riuscito ad agganciare Palm; entrambi hanno il 6%.
Oltre la metà delle richieste Web generate dalle varie piattaforme mobile non derivano dalla navigazione sul Web degli utenti, bensì dalla richiesta di applicativi di qualsiasi tipo, dai giochi ai film, passando per le news, sport e così via. Secondo gli analisti di AdMob questo dettaglio conferma che c'è posto tra i negozi di applicativi in stile App Store anche per altre piattaforme al di fuori di iPhone OS. Altra conferma che Apple ha fatto centro.
Apple: App Store One billion downloads!
Un successo davvero strepitoso!! Più di un miliardo di download in soli nove mesi!
Microsoft Q2 2009: peggior quarto fiscale della storia
L'evento, mai accaduto prima da quando Microsoft è presente in borsa, è segnato da un -6% nelle vendite (da 14,5 a 13,7 miliardi di dollari). Ma ancora peggio è andata con i profitti calati di ben il 32% da 4,4 a 3 miliardi di dollari. Complessivamente la società di Ballmer ha realizzato profitti per 33 centesimi per azione, meno di quanto previsto dagli analisti che stimavano profitti per 36 centesimi di dollaro ad azione.
Tra gli aspetti da segnalare c'è il calo del fatturato prodotto da Windows (-16%). Anche in questo caso si tratta di un unicum o quasi: solo una volta prima di oggi era stato registrata una riduzione delle vendite del prodotto leader di Microsoft. Meno accentuata la riduzione del fatturato prodotto da Office (-5%).
L'orizzonte futuro continua a restare poco chiaro. Per questo i vertici dell'azienda, come già accaduto alla dichiarazione dei risultati fiscali del trimestre di dicembre, non hanno fornito alcuna indicazione sulle previsioni per i 90 giorni che si concluderanno a fine giugno.
Microsoft denuncia il contesto economico come la causa primaria del non entusiasmante trimestre, il che va in netto contrasto coi risultati fiscali di Apple... Nascondersi dietro un dito serve davvero a poco, se non a nulla...
