
Alcuni accusano Microsoft di aver reso pubbliche le falle che ha tappato, mettendo quindi a rischio (solo potenziale sia chiaro, e non grazie a Microsoft!), gli utenti Mac che usano PowerPoint 2008 e 2004.


Dopo il recente anniversario del virus Melissa che ha da poco compiuto dieci anni, il worm Conficker si prepara a giocare un brutto Pesce d'Aprile. I ricercatori, infatti, prevedono che il worm, noto per agire sfruttando le vulnerabilità di Microsoft Windows, sia pronto per un attacco massiccio a partire dal primo aprile, sebbene si tratti al momento di una stima. Per molti professionisti di sicurezza Conficker è una vecchia conoscenza. Ci riporta esattamente agli anni novanta, quando worm come Blaster e Sasser hanno perpetrato attacchi via internet infettando i computer senza richiedere la minima azione da parte degli utenti.Oltre a poter infettare le partizioni Windows utilizzate con BootCamp o con la virtualizzazione, gli utenti Mac possono trasmettere involontariamente il nuovo virus ai sistemi PC utilizzati o a quelli di amici e colleghi. In questo momento gli esperti Intego non sono ancora in grado di prevedere se le nuove minacce potranno danneggiare direttamente anche i sistemi Mac. In ogni caso Intego dichiara che i propri software di sicurezza per Mac, VIrusBarrier X4 e X5 sono in grado di riconoscere e bloccare il worm Conficker, incluse tutte le sue varianti.
Gli utenti Mac che utilizzano Windows sui propri sistemi sono direttamente interessati alla nuova epidemia e possono proteggere sia la partizione Mac sia quella Windows utilizzando VirusBarrier X5 Dual Protection che protegge la parte PC con il programma BitDefender.
Come dicevo, il malware non infetta proprio il disco fisso su cui è presente il sistema operativo, bensì il BIOS dei PC, cioè il Basic Input/Output System, una sorta di punto di congiunzione tra l'hardware e il software: è un applicativo di piccolissime dimensioni codificato all'interno di uno particolare chip elettronico (EEPROM o memoria flash) che contiene le routine di base che permettono di avviare il computer, eseguire diagnostici, inizializzare alcuni componenti, effettuare il boot vero e proprio.
"Colpire" il BIOS non è semplice, ma un attacco portato a questo livello è interessante, soprattutto perché le aree di memoria di questa zona sono generalmente ignorate dai software antivirus, la memorizzazione di codice malevolo in quest'area può essere quindi effettuata indipendentemente dal sistema operativo presente sulla macchina da attaccare, le istruzioni presenti in queste zone di memoria sono le prime ad essere immediatamente eseguite (all'avvio del computer).
Tecnicamente, il software presente nel BIOS dei PC non è altro che un insieme di eseguibili compressi in formato LZH ed autoscompattanti dotati di un checksum (cioè una cifra di controllo che tramite alcuni calcoli verifica l'effettiva integrità del software) e alcuni di questi sono non-compressi (le routine di decompressione stessa, ad esempio). Dal BIOS (e senza bisogno di ricorrere a particolari system call) è possibile accedere a varie aree di memoria, al disco fisso, al modem...
Sfruttando dei tool per la creazione di BIOS, è possibile creare finti update che riprogrammano il chip EEPROM e memorizzano per sempre il malware all'interno del computer. In passato l'aggiornamento del BIOS sul PC era possibile - per varie motivazioni tecniche - farlo solo da DOS, ma da un po' di tempo vari produttori hanno creato applicazioni che permettono di semplificare l'applicazione di update e aggiornare le macchine anche da Windows.
E'importante notare che i virtualizzatori come Parallels Desktop, VMware (ma anche il vecchio Virtual PC per PowerPC) simulano per compatibilità la presenza del BIOS e dunque anche questi prodotti potrebbero potenzialmente essere futuro bersaglio dei creatori di virus e malware.
E i Mac?? I Mac dovrebbero essere immuni a infezioni di questo tipo, poiché usano l'EFI (l'Extensible Firmware Interface), una moderna evoluzione del BIOS e un sistema più avanzato e sicuro rispetto al vetusto metodo usato ancora oggi sui comuni PC (in un certo senso l'EFI può essere considerato un piccolo sistema operativo a se stante). Per cui i PC con Linux NON sono immuni come lo sono i computer Apple.
A distanza di qualche mese dalla dichiarazione di Apple, che tanto scandalo ha suscitato, in cui si consigliava agli utenti Apple di installare un antivirus, non si hanno più notizie a riguardo.
La dichiarazione che da subito negli esperti aveva suscitato perplessità perchè imprecisa e davvero inaspettata era molto probabilmente un modo per Apple per mettersi al riparo da eventuali futuri problemi, un modo insomma per cautelarsi contro ogni evenienza. Poichè però ha suscitato un gran polverone è stata rimossa nei giorni successivi.
Anche i giornali italiani hanno dato corda alla cosa con la tipica usanza italiana dei gran titoloni scandalistici e dal contenuto dell’articolo impreciso se non errato o completamente fuorviato, nulla di nuovo insomma per noi lettori italiani. Le perle che Repubblica ci fornisce (e che nessuno sa da dove lei stessa prenda) dimostrano l'incompetenza di certe persone.
Nell’articolo di Repubblica addirittura il sedicente esperto di tecnologie che ha scritto l’articolo ha consigliato un antivirus gratuito, ClamXav, che potrei anche consigliarvi di installare, così che possiate andare sulla pagina principale del programma e leggere che “Today, the number of viruses actively attacking OS X users is…NONE! However, this doesn’t mean we should get complacent about checking incoming email attachments or web downloads, for two reasons. Firstly, there’s no guarantee that we Mac users will continue to enjoy the status quo, but more importantly, the majority of the computing world use machines running MS Windows, for which an enormous quantity of viruses exist, so we must be vigilant in checking the files we pass on to our friends and colleagues etc.”
Insomma anche gli esperti di virus vi dicono di installare il loro programma solo per salvaguardare i vostri amici con Windows. Insomma, potete proprio dimenticarvi che cosa sia un virus finchè userete un Mac! Qui uno spot che Apple mise sul suo sito...
Per chi viene dal mondo Windows, può sembrare davvero strano non ricevere avvisi di sicurezza o riguardanti virus e aggiornamenti di protezione da virus. Il motivo è semplice: Mac, basato su sistema UNIX, è molto più sicuro e resistente agli attacchi di malware e virus, così da non richiedere nessun tipo di protezione, se non un firewall presente nel sistema operativo e un po’ di attenzione da parte degli utenti.
Ogni volta che un programma va a scrivere nelle librerie o a modificare aspetti del sistema operativo vi verrà chiesta la password del sistema, non vi spaventate quando uscirà la maschera ma semplicemente date l’autorizzazione al programma che eseguite. Ovviamente il sistema operativo non è così rompiscatole come succede in Windows (vedi il seguente spot Apple).
E’ così sicuro il vostro sistema da far dire a Apple che non esistono virus per Mac e solo a fine 2006 è stato trovato il primo “virus” per Mac, tra virgolette perchè non essendo a diffusione automatica (bisognava accettarlo via chat e poi aprirlo), è difficile paragonarlo ai veri e propri virus a cui si era abituati su Windows. Quindi, neo utenti Mac, dormite pure sogni tranquilli!
