Gio.Kernel - Blog di Giovanni B. Saccone in diretta dall'Italia! - Apple, Mac, Lezioni di Vita, Video, Internet, News, Google, Chi più ne ha più ne metta! :-)

Visualizzazione post con etichetta Reti di Telecomunicazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Reti di Telecomunicazioni. Mostra tutti i post

sabato 23 maggio 2009

Sicurezza: gli attacchi più comuni

Per centinaia di anni gli uomini hanno protetto i confini delle loro case per salvaguardare i propri beni. Col passare del tempo ci si è resi sempre più conto che la stessa filosofia deve essere applicata anche alle reti di telecomunicazioni, per proteggersi da pericoli esterni e interni alla rete stessa.

Vi elencherò alcuni tipi di attacchi ai quali una rete di telecomunicazioni più essere sottoposta.

Partiamo dal cosiddetto “Packet sniffing“: l’attacco consiste nell’intercettazione passiva del traffico che viaggia sulla rete, al fine, per esempio, di intercettare in maniera fraudolenta password o altre informazioni riservate.

Sono disponibili in Internet, anche gratuitamente, software chiamati Sniffer, capaci di intercettare, memorizzare e analizzare il contenuto del traffico presente in rete.

Un altro attacco è quello del “Password Cracking“, che consiste nel recuperare le password per accedere a informazioni o servizi riservati.

Esistono diverse forme di Password Cracking: in questo post ne analizzerò alcune.

Il “Dictionary Attack” consiste nell’indovinare la password scegliendola all’interno di un insieme di potenziali password. Queste potenziali password possono essere le informazioni personali dell’utente obbiettivo dell’attacco (data di nascita, targa dell’automobile, etc.), oppure parole di uso comune (nomi propri, nomi di oggetti, volgarità, etc.).

Il “Brute Force Attack” consiste nel tentare ogni possibile combinazione di caratteri.

Un altro attacco è il “Denial of Service“, che consiste nel saturare le risorse di un servizio (un sito Web, ad esempio), tanto da renderlo inaccessibile o inutilizzabile ad altri utenti. L’attacco è tipicamente realizzato inviando un numero elevatissimo di richieste di connessione a un server Web o FTP.

Un altro attacco è quello, noto a tutti (e sicuramente più comune), dei virus: software creati per diffondersi in rete con l’obbiettivo di distruggere dati o paralizzare sistemi.





[via oneITsecurity]

domenica 29 marzo 2009

Internet, la III piattaforma TV

Tempo fa avevo iniziato a parlare di Reti di Telecomunicazioni. Oggi vi propongo una notizia presca fresca...

Il mezzo trasmissivo?? La fibra ottica si presume, per avere un'economica banda larga: si pensa a questa come ad una piattaforma ideale per veicolare contenuti TV alle famiglie. Ad affermarlo è il Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, che spiega come l’obiettivo del Ministero sia quello di farla diventare la terza piattaforma televisiva, dopo quella satellitare e quella digitale terrestre.

Oggetto del piano è incentivare la diffusione di servizi e contenuti distribuiti tramite banda larga, in modo da attirare l’utenza grazie ad un’offerta ricca e variegata. Per riuscire nell’intento, il Governo chiede l’aiuto delle Regioni e del Corecom, che dovranno collaborare a stretto contatto in maniera da completare il progetto nel giro di alcuni anni.

Romani ha aggiunto inoltre che entro alcune settimane verrà presentato ufficialmente il piano di sviluppo della banda larga nel nostro Paese, un piano che dovrebbe consentire all’Italia di recuperare il terreno perso nei confronti di altri Paesi, pianificando meglio gli investimenti dei prossimi anni per adeguare l’intera infrastruttura tecnologica delle telecomunicazioni del Paese.

Un ammodernamento e un potenziamento da cui dipende direttamente anche l’utilizzo per scopi televisivi della Rete, cosa che, come detto, pare essere valutata con attenzione dal Ministero. Eloquenti sono le stesse parole del Sottosegretario:

"Puntiamo a fare della banda larga la terza piattaforma per la trasmissione televisiva entro il 2011 o il 2012. Oltre alla piattaforma satellitare e a quella digitale terrestre, i cittadini avranno a disposizione la banda larga tra i 2 MB e i 20 MB per veicolare contenuti e servizi sempre più innovativi. Un valore aggiunto sia per le imprese sia per i cittadini. Per fare questo è necessario avviare una stretta collaborazione con le Regioni e aprire una fase di consultazione anche con i Corecom."

Da notare che la spinta all’innovazione tecnologica del Paese è lodevole, speriamo che vengano messe da parte le logiche di partito al fine di consentire all’Italia di raggiungere e superare quei paesi che ci stanno davanti. Mi auguro anche che Telecomitalia, che per decenni ha dettato le politiche di sviluppo delle reti di telecomunicazioni italiane (le stesse che spesso ci hanno lasciato indietro), non metta, come si sul dire, i bastoni fra le ruote...

sabato 14 marzo 2009

Reti di Telecomunicazioni: un po' di storia

Uno dei corsi che ho frequentato e che più mi è piaciuto è stato quelli di RETI DI TELECOMUNICAZIONI. Giorno per giorno, post per post, cercherò di trasmettervi quello che ho appreso...

Per cominciare, vediamo alcune date chiave:
  • Pila di Volta: circa 1800
  • Telegrafo elettromagnetico: 1835 (Morse)
  • –Nascita delle telecomunicazioni moderne
    –Segnale codificato (alfabeto Morse)
  • Telefono: 1876 (Bell)
  • –Brevetto Meucci 1871 non omologato
    –Segnale analogico
  • Comunicazioni radio: 1895 (Marconi)
  • Triodo: 1904 (Hartley), nasce l’elettronica
  • Transistor: 1947 (Shottky)
Inizialmente, la prima forma di comunicazione “avanzata” è rappresentata dal telegrafo (= scrivo a distanza), il cui obiettivo è una telecomunicazione in forma codificata (alfabeto Morse) punto-punto. Ciò che si può sottolineare, sono le limitazioni tecnologiche, che impongono l’uso di tecniche numeriche a bassissima velocità (bit/rate), il grande successo tecnico che ebbe, successo economico (la Western Union che ha il monopolio del telegrafo negli USA diviene la più grande compagnia privata del XIX secolo).

Successivamente, nella seconda metà dell'800, viene introdotto il telefono (= parlo a distanza), con l'obiettivo di far parlare due a due gli utenti: sfruttando il segnale analogico (banda 4 KHz) è possibile trasmettere suoni ed in particolare voce umana. Da tenere in considerazione che i segnali analogici sono molto ricchi di informazione, per cui sono più difficili da trasmettere! Infatti inizialmente la crescita è molto lenta, proprio per le difficoltà legate all'uso del segnale analogico. Dal XX secolo diviene il servizio di telecomunicazioni più importante.

1895: con l'esperimento di Marconi si dette inizio alle radio-comunicazioni, che dapprima vengono usate per il trasporto di segnali telegrafici (telegrafo senza fili), poi, grazie ai progressi dell'elettronica, per il trasporto di segnali analogici, quindi radiodiffusione (voce e musica) e telediffusione (immagini e suoni).

Sempre grazie all'evoluzione dell'elettronica, nascono i sistemi cellulari, che rappresentano un nuovo modo di usare i radiocollegamenti: la potenza trasmessa è piccola, sono necesari terminali sofisticati, i segnali inteferiscono solo fra celle adiacenti (per cui le frequenze possono essere riusate in celle non adiacenti). Vediamo quest'ultimo punto. Secondo voi è meglio un'antenna che copre un'area vasta o un'area vasta coperta da più antenne?
Tenete presente che lo spettro radio non è infinito, è limitato, per cui o tutti usano le stesse frequenze (quindi antenna che copre un'area vasta, come la diffusione radiofonica/televisiva) oppure, come accade, il cellulare si connette all'antenna più vicina ed usa una determinata frequenza, la stessa che un'altro cellulare potrebbe usare collegandosi ad un'altra antenna in una zona vicina. Questo consente il riuso delle frequenze, ed è necessario, perché lo spettro radio è una risorsa limitata. Quando ci spostiamo, il cellulare può cambiare l'antenna di riferimento, usando così un'altra frequenza: ciò spiega perché, quando si è al telefono in auto, a volte cade la linea.

Telegrafi, telefoni, cellulari non sono gli unici che possono interfacciarsi con la rete: ci sono anche i calcolatori. Lo sviluppo dei calcolatori ha un forte impatto sulle reti di telecomunicazioni, sono importanti come apparati (gli apparati di rete moderni sono in parte o completamente calcolatori specializzati) e come utenti (per la rete i calcolatori rappresentano un nuovo tipo di utente, che produce e riceve informazioni digitali per sua natura). Per far comunicare i calcolatori occorrono regole ben precise: i protocolli: lo sviluppo dei protocolli per una rete di calcolatori è molto complesso, siccome devono essere organizzati in una architettura. Quindi, per avere una rete di calcolatori universale, occorrono anche uno schema di indirizzi universale, un protocollo unico di interconnessione di reti (IP), delle interfacce standard fra i programmi applicativi dei calcolatori e la rete (interfaccia di Trasporto).

Chi pensò ad ua rete di calcolatori universale? La ISO (International Standard Organization) ha promosso nel 1976 un programma per lo sviluppo di una rete universale:
– Progetto OSI: Open System Interconnection
– Sviluppo di un Modello di Riferimento: OSI RM (Reference Model)
– Il modello OSI è a strati: individuati 7 strati
Il modello di riferimento a strati proposto da OSI è universalmente adottato: in questo ha avuto successo; l’OSI ha proposto anche uno schema di indirizzi, un protocollo IP e una interfaccia di trasporto: questi non sono stati adottati, e in questo l’OSI ha fallito.

E prima del 1976? Nel periodo della guerra fredda, gli USA si trovarono ad affrontare un singolare problema strategico. “Come avrebbero potuto comunicare le autorità americane dopo una guerra nucleare?” Gli USA post guerra atomica avrebbero comunque avuto bisogno di una rete di comando e controllo, da città a città, da base a base, da stato a stato. In primo luogo la rete non avrebbe dovuto avere alcuna autorità centrale. Inoltre doveva essere progettata fin dal principio per operare anche se a pezzi. Il principio dunque era semplice: si doveva assumere che la rete stessa potesse essere inaffidabile in qualunque momento. Il dipartimento della difesa finanziò allora una rete di calcolatori, ARPANET, che dette inizio all'era di internet. Nel 1990 ARPANET cessa di esistere, ma tutte le sue funzioni e infrastrutture rimangono operanti inalterate.

Dagli anni '90 iniziò un proliferare di servizi telematici, possibili grazie alla sinergia fra rete e calcolatori. Questo ha fatto di internet la sorgente moderna dei servizi telematici (posta elettronica, e-commerce, telelavoro, WWW, ...).